Nel panorama delle trasposizioni da videogiochi a serie TV, The Last of Us rappresenta un punto di svolta. Non solo perché riesce a restare fedele al materiale originale, ma perché lo arricchisce, lo espande, e — cosa rara — lo rende universale. Che siate fan del gioco o spettatori alla prima scoperta, la storia di Joel ed Ellie vi toccherà nel profondo.
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The last of us: Una narrazione che mette l’emozione al centro
La forza della serie sta nell’equilibrio perfetto tra l’avventura post-apocalittica e l’intimità dei personaggi. Non si tratta solo di sopravvivenza, funghi mutanti e mondi distrutti: si tratta di amore, perdita, paura e speranza. Joel, un uomo segnato da un passato tragico, ed Ellie, una ragazzina brillante e istintiva, costruiscono un rapporto che cresce episodio dopo episodio, lontano dai cliché e dalle forzature.
Ogni puntata scava nelle sfumature dell’umanità, mostrando come l’orrore più grande non sia quello dei mostri là fuori, ma ciò che le persone sono disposte a fare per sopravvivere — o per amare.
Un cast straordinario
Pedro Pascal nel ruolo di Joel è magistrale. Misurato, intenso, capace di trasmettere tanto con uno sguardo quanto con una battuta tagliente. Bella Ramsey è una Ellie fuori dagli schemi: ironica, fragile, tosta e incredibilmente autentica. Insieme riescono a portare sullo schermo un legame che non è mai scontato.
Ma la serie brilla anche nei personaggi secondari. Ogni episodio introduce figure complesse, ben scritte, che lasciano un segno anche quando compaiono solo per una puntata.
Una regia che osa, senza mai esagerare
La regia sceglie un linguaggio cinematografico raffinato, asciutto, quasi silenzioso. Non si cerca l’effetto shock, ma si costruisce un mondo credibile, con attenzione al dettaglio e un senso del tempo che dona profondità. Le ambientazioni distrutte dall’infezione sono potenti ma mai caricaturali, e la tensione è sempre tangibile, anche nei momenti più lenti.
Particolarmente riuscita la scelta di variare i toni degli episodi: c’è spazio per l’azione, per il dramma, ma anche per piccole storie d’amore e dolore che arricchiscono l’universo narrativo.
Perché consigliamo The Last of Us?
Consigliamo The Last of Us perché è un adattamento raro, che non si limita a copiare il gioco ma lo eleva. Riesce a parlare al pubblico generalista, mantenendo al tempo stesso una fedeltà e un rispetto profondissimo per i fan storici. È una serie che emoziona, spaventa, commuove. Che fa riflettere su cosa vuol dire proteggere qualcuno, perdere tutto, e ricominciare.
È, semplicemente, una delle migliori serie degli ultimi anni.
E voi?
Avete giocato al videogioco prima di guardare la serie? Vi ha colpito di più l’azione o il lato emotivo? Raccontatecelo nei commenti!