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Le città di pianura: il silenzio della provincia italiana come stato d’animo

  • Categoria dell'articolo:Recensioni film

In Le città di pianura, seguiamo personaggi che vivono in una provincia anonima, piatta, apparentemente priva di eventi. Le loro esistenze scorrono tra lavori ripetitivi, relazioni fragili e un senso costante di immobilità. Non accade nulla di clamoroso, ma ogni piccolo gesto diventa rivelatore di un disagio più profondo: quello di sentirsi fermi mentre il mondo, altrove, sembra andare avanti.

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🎬 Scheda rapida

  • Titolo originale: One Battle After Another

  • Titolo italiano: Una battaglia dopo l’altra

  • Anno: 2025

  • Paese: Stati Uniti

  • Genere: Drammatico

  • Regia: Paul Thomas Anderson

  • Distribuzione: Cinema

Cosa ne pensiamo?

Le città di pianura è un film che rifiuta consapevolmente il racconto tradizionale. Non c’è una vera trama, né un obiettivo narrativo chiaro: il film osserva, accompagna, registra. È un cinema fatto di attese, di silenzi e di spazi vuoti, dove la pianura non è solo un luogo geografico, ma una condizione emotiva.

La regia adotta uno stile asciutto e contemplativo. Le inquadrature sono spesso statiche, i dialoghi ridotti al minimo, i tempi dilatati. È un approccio che può risultare ipnotico per chi ama il cinema d’autore più rigoroso, ma anche respingente per chi cerca una narrazione più esplicita. Le città di pianura chiede allo spettatore di fare un passo indietro e di ascoltare ciò che non viene detto.

Il vero protagonista è l’ambiente: capannoni, strade provinciali, case tutte uguali, spazi che sembrano trattenere le persone invece di accompagnarle. I personaggi appaiono spesso schiacciati dal contesto, incapaci di reagire o di immaginare un altrove. Non c’è giudizio, né denuncia esplicita, solo una constatazione malinconica.

Il limite principale del film è la sua radicalità. La scelta di sottrarre quasi tutto – conflitto, svolte, spiegazioni – rende l’esperienza coerente ma anche emotivamente distante. Alcuni passaggi rischiano di apparire ripetitivi, come se il film insistesse troppo sullo stesso stato d’animo senza trovare nuove variazioni.

Eppure, Le città di pianura colpisce proprio per la sua onestà. È un film che parla di una parte d’Italia raramente raccontata senza folklore o nostalgia, mostrando la provincia per ciò che è: un luogo dove spesso non succede niente, ma dove questo “niente” pesa enormemente.


Voto finale

★★★½☆ (7/10)


✅ Pro e ❌ Contro

Pro

  • Ritratto autentico e non stereotipato della provincia

  • Coerenza stilistica e registica

  • Atmosfera malinconica ben costruita

Contro

  • Ritmo molto lento

  • Narrazione minimale e poco accessibile

  • Coinvolgimento emotivo volutamente distante


Curiosità

  • Il film è stato presentato in diversi festival dedicati al cinema d’autore italiano.

  • Le location sono state scelte per rappresentare una provincia volutamente anonima.

  • Il titolo richiama non solo un luogo fisico, ma una condizione esistenziale condivisa.

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