Se c’è un film che rompe gli schemi fin dai primi minuti, è Banger. La nuova proposta Netflix non è solo un racconto musicale, ma un esperimento narrativo che mescola l’anima pulsante della nightlife parigina con il ritmo incalzante del thriller. Il protagonista? Un DJ in crisi esistenziale che viene catapultato in un gioco pericoloso tra vinili, hacker e beat che fanno tremare le pareti.
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Banger: Una trama che suona strana, ma funziona
Scorpex è stato un tempo una leggenda dei club. Ora vive ai margini, prigioniero della nostalgia, del vuoto creativo e di una giovinezza che non ritorna. Quando meno se lo aspetta, viene coinvolto in una missione da spionaggio: dovrà tornare dietro alla consolle non per riconquistare la scena, ma per avvicinare un giovane DJ emergente sospettato di far parte di un’organizzazione criminale. Un incarico surreale per uno che non riesce nemmeno a gestire la propria vita.
Il bello è che, nel caos di tutto questo, la storia funziona. Nonostante le premesse eccentriche, c’è una direzione chiara, un tono deciso. E c’è un protagonista che, al netto dei suoi difetti, riesce a portare lo spettatore nel suo mondo fatto di luci stroboscopiche e solitudini assordanti.
Un’estetica musicale che vibra
Il film è una dichiarazione d’amore alla cultura elettronica. Dai club underground alle stanze piene di synth, Banger racconta la musica non come sfondo, ma come lingua viva. Ogni scena è accompagnata da una selezione sonora che trasmette ritmo e intensità emotiva. I momenti in cui il suono diventa protagonista, in particolare durante i DJ set, sono tra i più riusciti.
L’occhio registico restituisce una Parigi notturna viva, pulsante e contraddittoria: romantica e sporca, artistica e pericolosa. Una cornice perfetta per una storia che parla di identità in frantumi e nuove possibilità.
Un protagonista fuori fase, ma mai fuori posto
Il personaggio principale è tutto fuorché perfetto. È disilluso, a tratti grottesco, ma profondamente umano. Porta addosso il peso del fallimento con sarcasmo e rassegnazione. E proprio questa sua imperfezione lo rende credibile, accessibile. Chiunque abbia vissuto un periodo di crisi, professionale o personale, ci si ritroverà almeno un po’.
Accanto a lui, ruotano figure che spiazzano e sorprendono: dall’agente segreta dal tono ironico al giovane DJ rivale, che è tutto il contrario di ciò che ci si aspetterebbe da un villain. Nessuno è solo buono o cattivo. Tutti cercano qualcosa.
Perché consigliamo Banger?
Consigliamo Banger perché è un film che osa. Mescola linguaggi, genera cortocircuiti narrativi e non ha paura di essere “troppo”. È una visione fresca, capace di coinvolgere sia gli amanti della musica elettronica sia chi cerca un thriller dai contorni non convenzionali.
Non è perfetto, e non vuole esserlo. Ma è vivo, sonoro, visivamente potente. E alla fine, ti lascia con la sensazione di aver assistito a qualcosa che esce dal tracciato standard delle produzioni Netflix.
E voi?
Siete più tipo da pista da ballo o da retroscena? Avete mai avuto una crisi creativa che vi ha portati fuori rotta? Banger potrebbe essere più vicino alla vostra storia di quanto immaginiate. Fatecelo sapere nei commenti.