La valle dei sorrisi è uno degli horror italiani più interessanti usciti nel 2025, un film che usa il genere come lente per esplorare dolore, comunità, identità e appartenenza piuttosto che puntare esclusivamente su jump scare convenzionali.
Sergio, un insegnante di educazione fisica segnato da un passato doloroso, viene trasferito nel piccolo e isolato paese di Remis, nascosto tra le montagne. Qui gli abitanti sembrano inspiegabilmente felici e sorridenti, nonostante un tragico incidente ferroviario che ha segnato la comunità anni prima. Ma la serenità apparente cela un inquietante rituale: ogni settimana gli abitanti si riuniscono per abbracciare Matteo, un adolescente in grado di assorbire il dolore degli altri, liberandoli dalle sofferenze. Più Sergio cerca di comprendere e salvare il ragazzo, più si troverà coinvolto in dinamiche oscure e inquietanti che metteranno alla prova la sua stessa umanità.
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Trama
La regia di Paolo Strippoli (già noto per Piove e A Classic Horror Story) sceglie un ritmo ponderato: prima costruisce con cura l’atmosfera di Remis, un borgo sospeso tra bellezza naturale e inquietudine, poi gradualmente rivela il segreto che si cela sotto quei sorrisi ossessivi.
La forza del film sta nel suo folk horror intimo, che non si affida al sangue o all’effetto immediato, ma a una tensione sottile, psicologica e simbolica. Le scene in cui l’apparente felicità collettiva si trasforma in ritualismo inquietante sono tra le più riuscite, perché suggerite con precisione più che mostrate in modo esplicito: ciò rende lo spettatore parte attivo della scoperta.
Il protagonista interpretato da Michele Riondino è credibile nel ruolo di uomo segnato dalla vita che, progressivamente, perde certezze e scopre lati di sé che non voleva affrontare.
Detto ciò, il film non è perfetto. Il ritmo meditativo potrebbe risultare troppo lento per chi cerca un horror più “tradizionale”, e alcune svolte narrative arrivano un po’ tardi, lasciando spazi morti tra un momento di tensione e l’altro.
Tuttavia, La valle dei sorrisi riesce a essere inquietante senza spettacolarizzazione eccessiva, costruendo un senso di disagio persistente e una riflessione sul rapporto tra dolore e “felicità imposta”.
Voto finale
★★★★☆ (8/10)
✅ Pro e ❌ Contro
Pro
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Atmosfera psicologica intensa e ben costruita
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Folk horror originale e lontano dai cliché
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Interpretazione solida di Michele Riondino
Contro
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Ritmo lento per gli amanti dell’horror tradizionale
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Alcune spiegazioni narrative un po’ diluite
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Poca violenza esplicita per chi cerca paura pura
Curiosità
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Il film è stato presentato fuori concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2025
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Il titolo internazionale è The Holy Boy, e il film è distribuito anche all’estero in Irlanda, Nord America e Regno Unito da parte di Shudder.
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Il soggetto della pellicola ha vinto il Premio Solinas nel 2019 con il titolo L’angelo infelice.