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The Witcher: Le Sirene degli Abissi – Un tuffo oscuro nel passato di Geralt

  • Categoria dell'articolo:Recensioni film

Dopo Nightmare of the Wolf, Netflix torna a esplorare l’universo di The Witcher in animazione con Le Sirene degli Abissi, un nuovo capitolo standalone che affonda le sue radici nel passato tormentato di Geralt di Rivia. Questa volta, però, non ci troviamo di fronte a un prequel epico o a un’avventura corale: è un racconto intimo, cupo e malinconico, dove il vero nemico non è il mostro di turno, ma la memoria. Disponibile in streaming 4k gratis su Altadefinizione Premium.

Una storia breve, ma carica di tensione emotiva

Il film ci mostra un Geralt solitario, più riflessivo che mai, coinvolto in una missione che lo costringe a fare i conti con i fantasmi del passato. L’incontro con le misteriose sirene degli abissi è solo il punto di partenza di una storia che intreccia vendetta, senso di colpa e relazioni perdute. Si respira un’atmosfera crepuscolare, in cui la magia cede spesso il passo alla malinconia.

Il film dura poco più di un’ora, ma riesce a condensare una narrazione efficace, evitando inutili divagazioni. Ogni dialogo, ogni silenzio, ogni sguardo di Geralt è carico di significato.

Un Geralt più umano che mostro

Se nella serie in live-action Geralt è spesso ritratto come un antieroe burbero e stoico, qui emergono sfumature più intime e dolorose. Il Witcher è stanco, segnato, consapevole di non potersi liberare delle cicatrici che la sua vita gli ha lasciato, visibili e invisibili. La scelta di raccontare una parte della sua storia meno epica e più personale è un’ottima mossa, che arricchisce ulteriormente il personaggio.

L’animazione: un mix riuscito di dark fantasy e lirismo

Dal punto di vista visivo, Le Sirene degli Abissi conferma l’ottimo lavoro fatto nei precedenti progetti animati di Netflix. Lo stile è meno “anime” rispetto a Nightmare of the Wolf, più vicino a un dark fantasy occidentale, con sfumature pittoriche e un uso molto suggestivo della luce e dell’ombra. Le scene sott’acqua sono ipnotiche, quasi oniriche, ma mai eccessive: c’è equilibrio tra estetica e funzionalità narrativa.

Anche le sequenze d’azione sono coreografate con eleganza, ma senza mai scivolare nello spettacolare gratuito. C’è tensione, ma soprattutto introspezione.

Una colonna sonora evocativa

Le musiche, cupe e minimali, accompagnano perfettamente l’umore del film. Non ci sono grandi temi epici, ma piuttosto suoni ovattati, sospesi, che amplificano la solitudine di Geralt e la minaccia incombente. È una colonna sonora che si fa sentire senza invadere, e che lavora più sull’emotività che sulla grandiosità.

Perché consigliamo The Witcher: Le Sirene degli Abissi?

Consigliamo Le Sirene degli Abissi perché è un’aggiunta matura e coerente all’universo narrativo di The Witcher. Non cerca di stupire con effetti o fan service, ma preferisce concentrarsi su un racconto più intimo, poetico, e profondamente umano. È un film che arricchisce la mitologia del personaggio senza dover gridare, ma lasciando un’eco silenziosa e persistente.

Un piccolo film, certo, ma con grande cuore e una precisa direzione artistica. Perfetto per chi conosce e ama Geralt, ma accessibile anche a chi si affaccia per la prima volta in questo mondo.

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