Dopo la frattura che ha diviso Elphaba e Glinda, Wicked – Parte 2 riprende la storia quando il conflitto tra potere, propaganda e verità è ormai esploso. Le scelte hanno conseguenze, le maschere cadono e la linea che separa bene e male si fa sempre più sottile. È il capitolo in cui le favole smettono di essere rassicuranti.
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Wicked – Parte 2 cambia tono in modo netto rispetto al primo capitolo. Dove prima dominavano meraviglia e leggerezza, qui entrano in scena disillusione, sacrificio e responsabilità. È una scelta coerente con il materiale di partenza e con l’arco dei personaggi, ma non priva di rischi.
Lo spettacolo visivo resta imponente: scenografie, costumi e coreografie mantengono uno standard altissimo, confermando l’ambizione dell’operazione. Musicalmente, il film lavora più sull’emozione che sull’immediatezza, con numeri meno esplosivi ma più densi di significato narrativo.
Il vero cuore del film è il rapporto tra Elphaba e Glinda. La loro evoluzione emotiva è raccontata con maggiore maturità, mostrando come le scelte personali possano diventare politiche, e come la verità venga spesso sacrificata in nome del consenso. Wicked – Parte 2 non cerca scorciatoie: accetta di essere più cupo, meno “piacevole”, e proprio per questo più onesto.
Il limite principale sta nel ritmo. La durata importante e la volontà di chiudere tutti i fili narrativi rendono alcune parti ridondanti. In certi momenti il film sembra voler spiegare troppo, temendo di lasciare qualcosa in sospeso, e questo appesantisce l’esperienza complessiva.
Nonostante ciò, il finale colpisce per coerenza emotiva. Non cerca l’applauso facile, ma una chiusura amara, in linea con il messaggio centrale della storia: non esistono eroi perfetti, solo scelte difficili.
Voto finale
★★★★☆ (8/10)
✅ Pro e ❌ Contro
Pro
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Evoluzione emotiva forte dei personaggi
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Messa in scena spettacolare
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Tono più maturo e tematicamente ambizioso
Contro
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Durata impegnativa
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Ritmo irregolare nella parte centrale
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Meno numeri musicali memorabili rispetto alla Parte 1
Curiosità
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Il sottotitolo originale For Good richiama uno dei momenti musicali più emotivamente centrali della storia.
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Questo capitolo si avvicina maggiormente al tono politico e disilluso del materiale teatrale.
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Il film chiude definitivamente l’arco narrativo iniziato nella Parte 1, senza lasciare spazio a veri sequel.